Dealing with failures

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Two days ago I had an exam on International Human Rights Law. Basically, every possible little thing about the United Nations and more. I’m on my fifth and last year of University and, because I did an internship abroad from January to May, I couldn’t attend my courses and take my exams during Spring time obvs. When I came back from Brussels I wrote down a plan: what to do every week in order to study for my exams whilst writing my thesis about fake news, social media, and democracies.

After a while I started feeling very anxious: I couldn’t sleep at night and I was crying most days, so I took a step back and rescheduled my plans.. oh, bare in mind that I’m a bit like Rory (Gilmore Girls) and I always want the best grades. My exam on International Human Rights Law was awful and now my life is messed up again.

The problem is not even this exam, I know I’ll be able to succeed next time, the problem is the feeling of being a failure, of letting University define myself. On top of that, I feel like I have no time to do everything even with endless to-do lists by my side.

My world is spinning around University and University is making me very unhappy at the moment but I cannot give up, so there is not a way out.

It’s not easy dealing with failures in life.

Moreover, here in Italy if you decide to go to University after High School, you won’t get out of it before 24/25 years old. It’s a choice you make of course, but then you see around you hundreds of people already settled by that age and you’re like “What about me? I’m still stuck here”. Don’t get me wrong, I love studying Political Science (my master is about International Relations and European studies) but 99% of the exams are oral = more anxiety +  hope the professor will not be an asshole with you.

So here I am, dealing with my failures and trying to get out of this negative state of mind. If you have any tips or you had a similar experience, leave a sweet comment below. 🙂

 

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// Due giorni fa ho avuto l’esame di Tutela dei Diritti Internazionali, che praticamente consiste nel sapere ogni minima cosa riguardante le Nazioni Unite e di più. Sono al quinto e ultimo anno di Università e, dato che sono stata all’estero da gennaio a maggio per un tirocinio, non ho potuto seguire i corsi del secondo semestre e dare gli esami. Quando sono tornata da Bruxelles ho scritto un piano di azione: cosa fare ogni giorno della settimana per riuscire a preparare 4 esami e intanto scrivere la tesi di laurea, in inglese.

Dopo poco la preoccupazione si è trasformata in ansia: non riuscivo più a dormire di notte e per questo finivo per bere troppi caffé di giorno e piangere troppo spesso, quindi ho fatto un passo indietro e ho riscritto il mio piano per fare le cose con un pochino più di calma. Ora, so di essere un po’ come Rory (Gilmore Girls) e non mi basta passare un esame, voglio il voto più alto che posso ottenere (a parte negli esami di Economia o ovunque sia implicato un numero o la costruzione di grafici). Il mio esame in Tutela dei Diritti Internazionali è stato tremendo e mi sono ritirata, per cui dovrò ridarlo. Sono – ancora – a quota 3 esami e tesi di laurea da scrivere.

Il problema non è neanche l’esame in sè, so che la prossima volta riuscirò a passarlo con successo, ma è questa sensazione di fallimento. Dicono di non prenderla sul personale, ma insomma anche la tua mente che non riesce ad assorbire tutte le informazioni è un fallimento! Alla fine i voti a qualsiasi stadio della scala educativa ti definiscono\ti fanno sentire come se ti definissero. Oltre a questo, mi sembra di non avere tempo per fare tutto, anche con infinite rassicuranti liste di cose da fare al mio fianco, e tutti mi ripetono “ma dai tanto ormai sei alla fine”. Metterei dello scotch sulla bocca di chiunque pronunci questa frase, visto che mi sembra di essere stata investita in pieno da una valanga mentre riuscivo già a vedere la vetta della montagna.

Comunque non fraintendete: mi piace la magistrale in Relazioni Internazionali e non mi pesa studiare, vorrei solo evitare gli esami e il pacchetto di angosce che li accompagna, specialmente perché la maggior parte di essi sono orali. Sto cercando di passare oltre e ritrovare l’ottimismo, ma se avete consigli lasciate un commento. 🙂

 

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